lunedì 23 maggio 2016

Il treno






Un piccolo punto
appare all’orizzonte
tra linee parallele
che paion protese
verso l’infinito.

Avanza,
prende forma,
gigante  inarrestabile,
 che sferraglia
e divora la distanza.

Sfreccia,
carico di sogni,
di attese,
 di rimpianti.

Porta figure senza volto,
senza nome,
ombre fugaci
riflesse da vetri stanchi
di speranzosi saliscendi.

I passeggeri
 scorgono appena
paesaggi
come rapide diapositive,
contrasti di luce,
giochi di colori.

Ed ecco che
li coglie,
 inaspettato
come sortilegio,
il buio di un tunnel
che pare senza fine,
ma che in un istante
si dissolve
tra cornici bizzarre
di nuvole sfuggenti.

Ciò che si scorge
 in un attimo
 è già ricordo.

E via verso la meta
come nella vita,
dove ognuno corre
verso l’infinito
per ritornare
un giorno
a ritrovar se stessi.

Mariella Russo





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