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venerdì 27 novembre 2015

"Tristezza di questo mondo"



«Ora che abbiamo pienamente assaporato

le promesse della libertà illimitata,

cominciamo a capire di nuovo l’espressione

“tristezza di questo mondo”.

I piaceri proibiti

hanno perso la loro attrattiva

appena han cessato di essere proibiti.

Anche se vengono spinti all’estremo

e vengono rinnovati all’infinito,

risultano insipidi

 perché sono cose finite,

e noi, invece,

abbiamo sete di infinito»



Joseph Ratzinger

(Auf Christus schauen. Einübung in Glaube, Hoffnung, Liebe, Freiburg 1989, p. 73)




domenica 26 aprile 2015

La sete di libertà



Quando un popolo,
divorato dalla sete della libertà,
si trova ad avere a capo
dei  coppieri che gliene versano
quanta ne vuole, fino ad ubriacarlo,
accade allora che,
se i governanti resistono alle richieste
dei sempre più esigenti sudditi,
sono dichiarati tiranni. 

E avviene pure
che chi si dimostra disciplinato
nei confronti dei superiori
è definito un uomo
senza carattere, servo;
che il padre impaurito
finisce per trattare il figlio
come suo pari,
e non è più rispettato,
che il maestro non osa
rimproverare gli scolari
e costoro si fanno beffe di  lui,
che i giovani
pretendano  gli  stessi  diritti,
le stesse  considerazioni 
dei  vecchi, e questi,
per non parer troppo severi,
danno ragione ai giovani. 

In questo clima di libertà,
nel nome della medesima,
non vi è più riguardo per nessuno. 

In mezzo a tale licenza
nasce e si sviluppa
una mala pianta: la tirannia.

Platone